Ciascuno fuggirà, sopporterà, oppure amerà la solitudine, in una proporzione esatta con il valore della sua personalità. Nella solitudine infatti il miserabile sente tutta quanta la sua miseria e il grande spirito tutta la sua grandezza, ciascuno in breve sente di essere ciò che è. […] L'uomo ricco di spiritualità aspirerà anzitutto all'assenza di dolore, all'essere lasciato in pace, alla calma e all'ozio, cercherà dunque una vita tranquilla, modesta, ma quanto più e possibile indisturbata, e in conformità a ciò, dopo di aver conosciuto per qualche tempo i cosiddetti uomini, sceglierà la vita ritirata, e nel caso che si tratti di un grande spirito addirittura la solitudine. […] La vera e profonda pace del cuore e la perfetta tranquillità d'animo, che costituiscono subito dopo la salute il più grande bene terreno, si troveranno soltanto nella solitudine, e come stato d'animo duraturo solo nel più profondo isolamento. Se in tal caso la propria individualità è grande e ricca, si godrà dello stato più felice che possa venir ritrovato su questa povera terra.

Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Natale con i tuoi

libriaco:

Nella prima battaglia dell’Isonzo morirono 15 mila uomini [22 giugno – 7 luglio 1915]*. Nella seconda [18 luglio – 3 agosto 1915]*, 42 mila, tra cui centinaia di ufficiali, che ancora guidavano le cariche con la sciabola in pugno. I comandi intermedi cominciarono ad alterare le statistiche. Il generale Reisoli della II Armata ordinò che le perdite non venissero riferite alle autorità superiori, «a meno che non fosse assolutamente necessario».
I giornali si adeguano. Gli italiani intuiscono la gravità di quel che accade quando vedono nelle stazioni treni carichi di feriti. Ma è solo a Natale, quando molti tornano a casa in licenza e possono raccontare liberamente quel che la censura cancella dalle loro lettere, che l’Italia capisce le dimensioni della strage. La risposta è la legge marziale, la repressione.
Un artigliere ventunenne di Viterbo è condannato a 22 mesi di carcere per aver detto a suo padre di riferire alla gente che la guerra è ingiusta, perché «voluta da una minoranza di uomini. Chi fa la guerra è il popolo, i lavoratori, loro che hanno le mani callose sono questi che muoiono». Nella sentenza il tribunale militare precisa che è reato definire ingiusta una guerra «voluta con unanime consenso da tutta la nazione». Un civile viene sorpreso a cantare una canzone di trincea: «Il general Cadorna ha scritto alla regina / se vuoi veder Trieste te la mando in cartolina». Sei mesi di reclusione.

* Nota mia: Nella terza battaglia dell'Isonzo [18 ottobre e 4 novembre 1915] i morti italiani furono 11 mila; nella quarta, [10 novembre–2 dicembre 1915], 7 mila cinquecento.


A. Cazzullo, La guerra dei nostri nonni, Milano, Mondadori, 2014

xeptum:

image
image
image

peaches 🍑

Amo l'Impressionismo, la pittura en plain air. Amo l'odore del soffritto, dell'erba appena tagliata, del pane appena sfornato, dei libri nuovi, del borotalco e dei mandarini. Amo l'inverno, la neve e il Natale, i maglioni di lana in cui sprofondare. A volte mi perdo ad osservare i dettagli delle persone: un naso a punta, degli occhi color ghiaccio, delle mani delicate. Amo scoprire posti nuovi, ambientarmi in culture diverse, assaporare sapori mai provati, viaggiare. Amo poter condividere momenti di silenzio con le persone senza dovermi imbarazzare. Provo un fanatico sentimento per l'ordine, la simmetria e l'allineamento degli oggetti: i libri raggruppati per case editrici, i vestiti nell'armadio in rigoroso ordine cromatico, il telecomando perfettamente allineato ai bordi del tavolino, il volume della tv a multipli di cinque, la pizza tagliata in otto spicchi identici. Amo le lenzuola appena cambiate, la luce delle sei di sera il primo giorno dell'ora legale, la testa leggera dopo un buonissimo bicchiere di vino. E poi mi piacciono le colazioni abbondanti degli hotel, il gelato al pistacchio, i raggi di sole della domenica mattina, i libri illustrati. Mi piace sdraiarmi sull'erba, scartare i regali la mattina di Natale, trascorrere ore dentro le librerie, e molte altre cose belle.

©